Lavorare con gli archetipi: EFESTO

DIO DELLA FUCINA, ARTIGIANO, INVENTORE, SOLITARIO

efesto 3Il mito – partorito per partenogenesi dalla sola Era, il dio del fuoco, fabbro degli dei Efesto (Vulcano per i romani) fu ripudiato dalla madre perché nato zoppo (secondo un’altra versione fu scagliato giù dal monte Olimpo da Zeus, che lo odiava, e lì si azzoppò). Rifiutato e orfano, fu cresciuto da due ninfe, amorevoli madri adottive che gli insegnarono a costruire splendidi gioielli. Virile e irsuto, ma zoppo, fu sempre denigrato dagli altri dei, ma riuscì, con il ricatto, ad essere lo sposo infelice e ridicolizzato di Afrodite, dea della bellezza, che lo tradì sempre. Infelice, aveva la sua ragion d’essere al mondo soltanto ai piedi del vulcano, dove col fuoco forgiava oggetti splendidi, armature invincibili (suo lo scudo di Atena) e dove dava vita a infinite creazioni artigianali. La sua unione con Afrodite rappresenta la creatività che nasce dall’ispirazione e dall’amore. La sua passione per Atena, rappresenta la creatività che sa nutrirsi anche di intelletto e saggezza: dall’unione con Atena nasce il capostipite dei leggendari re di Atene, Erittonio, archetipo dell’intelletto che sa come vanno fatte le cose, la ragione applicata alla pratica. Efesto è rappresentato muscoloso e storpio. È l’unico dio dell’Olimpo che lavora.

L’archetipo – è l’archetipo del profondo bisogno umano di fare le cose, creare oggetti funzionali e belli. In una cultura patriarcale, con un padre “cielo”, regno dell’intelletto e non delle emozioni, del successo e non dei valori profondi, questo archetipo non trova posto e viene emarginato. Rappresenta il fuoco represso delle emozioni, della sessualità, della passione per la bellezza. Le emozioni represse, però, sanno trovare forma e voce nella creatività e nella creazione di bellezza. Spesso umiliato e rifiutato, è solitario e lavora nel silenzio.

Il bambino – è un bambino che ama stare da solo, chiudersi nella sua stanza a creare, disegnare, costruire. Un bambino sensibile cresciuto spesso in una famiglia assai litigiosa, dove il piccolo presto assume il ruolo di paciere per non far esplodere ulteriori tensioni. Pieno di sentimenti ed emozioni, impara tuttavia a non esprimerle, a tenerle per sé, crescendo in una solitudine dove però egli trova una consolante dimensione. Bisognoso di amore e bellezza, impara a trovare il suo mondo e da queste resta affascinato.

L’uomo – introverso, sensibile, spesso triste e maliconico ,con aggressività repressa, trasforma le emozioni in creazioni. Privo di capacità diplomatiche, politiche e sociali, non tollera l’aggressività. Evita la vita sociale, ha amicizie rare e preziose. Le donne sono fondamentali nella sua vita, spesso come muse ispiratrici o maestre e mentori. Ricerca la relazione duratura. Come padre è distante e, se cova aggressività, autoritario.

Aspetti negativi – vulnerabile al rifiuto. Emotivamente introverso. Mancanza di successo e denaro. Depresso. Rischio di tossicodipendenza. Rabbia autodistruttiva o esplosiva.

La strada per evolvere – sviluppare la comunicazione (coltivare Ermes), l’obbiettività (Apollo), la strategia (Atena) e l’ambizione (Zeus). Trovare la musa della sua vita. Trovare dei genitori adottiVI.

hefesto 4

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