Lavorare con gli archetipi: ESTIA


LA SPIRITUALE, LA DEA DEL FOCOLARE, LA SACRA, LA PURA

estiaIl mito – è dea del focolare, dai romani detta Vesta. È quasi puro spirito, che viene avvertito come calore familiare e protezione. È la dea vergine per antonomasia, protettrice delle vestali del tempio (che avevano il compito di mantenere sempre acceso il fuoco del Tripode), le quali, se profanate da un uomo, venivano sepolte vive come punizione. È l’unica divinità a non essere rappresentata in maniera fisica: le manca la Persona (per Jung la maschera dell’adattamento sociale che l’individuo presenta al mondo) ma è solo spirito.

L’archetipo – come archetipo conferisce alla donna un senso di purezza, completezza, portatrice di verità, la visione spirituale profonda. Quest’ultimo aspetto le dona la capacità di concentrarsi sull’esperienza soggettiva interna, la sua percezione avviene attraverso lo sguardo interiore e l’intuizione. Quando in una donna è attivata Estia, questa sa entrare in contatto con la propria interiorità, i valori profondi, la spiritualità, i significati profondi della propria esistenza.

Quella parte di noi che ama ristorarsi nella nostra essenza divina, colei che ama restare a casa a far meditazione e a pulire con fare zen, colei che ama l’anonimato ed è centrata sulla parte sacra dell’esistenza che celebra con preghiera e meditazioni.

La bambina – se una bambina con tale archetipo forte viene a trovarsi in un ambiente familiare conflittuale si chiude nel suo mondo interiore, isolandosi.

 La donna – ama la solitudine, la pulizia della casa, i lavori domestici come via per creare ordine dentro sé. La pulizia e l’ordine le danno un’intima soddisfazione e la sua presenza crea calore negli altri. È portata alla meditazione e alla spiritualità Zen, ai cammini spirituali e alla vita religiosa. Non nutre ambizioni, non si lega alla materialità. Il suo Io non è in luce. È silenziosa, schiva, non invadente. La sessualità non è un aspetto importante: se sposata non sarà un’amante attiva né patirà la mancanza di sesso. Cercherà piuttosto l’affetto e manifesterà il bisogno di quest’ultimo. Buona moglie, non ha comunque bisogno di un uomo per sentirsi realizzata. Nell’ambito lavorativo non mira alla carriera, ma è lavoratrice affidabile.

 Aspetti negativi – soggetta alla solitudine e all’isolamento, non sa imporre i propri punti di vista e, se svalutata, neppure le sue ragioni. Accetta tutto passivamente. Può sentirsi abbandonata qualora non sappia esprime fino in fondo il suo profondo essere in maniera autonoma: così, se non indipendente fino in fondo, patirà abbandono e solitudine se privata di un matrimonio o di un convento. Se non è tra familiari può sentirsi inadeguata e assai timida.

La strada per evolvere – dovrebbe imparare ad esprimere i sentimenti in modo da farli arrivare alle persone che le sono care, arrivando ad acquisire una “Persona” ed imparando a proporsi in maniera affermativa, alla maniera di Artemide o Atena.

E’ importante che cerchi di slatentizzare il suo “animus”, cioè la sua dimensione maschile interna che può aiutarla a passare all’azione nelle situazioni difficili; questo le permetterebbe di essere chiara e capace di affermare il proprio sentire. In particolare può attivare in lei l’archetipo maschile Ermes, capace di guidarla nel mondo.

La donna Estia deve fare attenzione a non essere sopraffatta dal suo aspetto intellettivo (logos), che la può portare ad un’indagine scientifica della sua esperienza interna.

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